Mission

Nonostante il gran numero di pazienti che curiamo o seguiamo per malattie croniche, abbiamo evidentemente dei limiti. Non possiamo sostituirci ad altre strutture pubbliche o private; crediamo invece che la collaborazione sia la carta vincente.

Vorremmo passare ad altri il “virus” di una buona medicina: professionale e aggiornata ma anche umana, abbordabile, attenta ai bisogni dell’altro, del paziente.

Cerchiamo di vivere dapprima tra noi (il personale) la reciprocità; curiamo i rapporti, condividiamo le idee e le critiche al nostro lavoro senza paura.

Cerchiamo di essere una squadra che ” a corpo” si occupa del malato: non potremmo infatti curarlo bene se ci fossero difficoltà tra noi. Il malato infatti passa di mano in mano attraverso le varie fasi della diagnosi e della cura ha a che fare con persone e figure professionali differenti.

Non c’è buona medicina senza alleanza tra tutte queste figure.

L’altro obiettivo è di curare al minimo costo possibile, senza però dipendere – per stare in piedi – da donazioni o progetti esterni.

Da almeno 3 anni questo obbiettivo è raggiunto: la parità economica, l’autosufficienza restando probabilmente la struttura nella quale la salute costa meno.Certo questo dipende dalla reciprocità, dall’onestà del personale, dalla collaborazione stessa dei pazienti.

Le donazioni, che a volte arrivano, sono utilizzate per crescere e per ingrandire la struttura (l’edificio).

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Quando la qualità e il sociale si incontrano.